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I portali e i siti di lavoro impongono limiti rigidi. Comprimere evita di dover ritagliare l’immagine o rifare l’invio.
Riduce il peso delle immagini senza perdita di qualità visibile.
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Comprimere un’immagine significa ridurne il peso senza che si noti a schermo. Funziona perché una foto contiene molte più informazioni di quante l’occhio ne distingua: variazioni di colore minime, dettagli nelle zone scure, sfumature che spariscono guardando l’immagine a dimensione normale. La compressione scarta parte di tutto ciò e conserva quello che si percepisce.
L’esigenza si presenta di continuo. Moduli che limitano gli allegati a due megabyte, mail che rimbalzano per dimensione, siti lenti perché qualcuno ha caricato le foto così come uscivano dalla fotocamera. Un telefono attuale genera immagini da quattro o cinque megabyte che, compresse, scendono a poche centinaia di kilobyte senza differenza visibile.
Il cursore della qualità governa questo equilibrio. Tra 70 e 80 si trova di solito il punto in cui il file cala molto e l’immagine resta buona. Sotto il 50 iniziano a comparire macchie e bordi sporchi, soprattutto nei cieli e nelle sfumature.
I portali e i siti di lavoro impongono limiti rigidi. Comprimere evita di dover ritagliare l’immagine o rifare l’invio.
Le immagini pesanti sono la causa più comune di un sito lento. Comprimerle prima migliora velocità e posizionamento.
Un album compresso parte in una frazione del tempo e non consuma i dati di chi lo riceve.
Dipende dall’immagine, ma è normale ridurre tra il 50% e l’80% del peso originale con una qualità del 70-80%, senza perdita visibile.
La compressione con perdita, quella che riduce davvero il peso in modo sensibile, è propria del formato JPG. Se parti da un PNG e vuoi mantenerlo senza perdita, usa piuttosto "Converti immagine" in WebP.